Come cambiare lavoro: consigli per superare la paura di cambiare

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Come cambiare lavoro?

In questo articolo potrai trovare tutti gli step necessari affinché il tuo desiderio si concretizzi realmente e tu riesca a cercare, farti selezionare e finalmente modificare la tua mansione lavorativa o l’azienda per la quale lavori.

Nello specifico, vedremo:

  • quali sono le paure e le motivazioni che ti hanno spinto a cercare informazioni
  • le tecniche generali che ti consentiranno ottenere un nuovo lavoro
  • le difficoltà e l’approccio giusto da utilizzare per cambiare lavoro a 30, 35, 40, 45 e 50 anni

Prima di iniziare, se il tuo obiettivo è trovare un lavoro ben pagato e fare carriera, ti suggerisco il miglior videocorso in Italia sull’argomento: Career Accelerator.

Include un insieme di strategie, trucchi e accorgimenti per rispondere in maniera vincente ad un mercato professionale difficile, globale e in continua trasformazione.

Luca Mastella, uno dei massimi esperti italiani di sviluppo di carriera, nonché creatore del corso, offre anche la possibilità di partecipare ad un webinar settimanale gratuito che che spiega quali sono le tecniche migliori per preparare il curriculum vitae, la lettera di presentazione ed il colloquio di lavoro.

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A questo link puoi iscriverti gratuitamente al prossimo webinar. Io ho partecipato qualche mese fa e sono rimasto letteralmente sconvolto (in positivo). Ti consiglio di usufruire di questa risorsa gratuita fino a che esisterà.

Voglio cambiare lavoro

Il cambiamento, in linea generale, è qualcosa che ci spaventa e sono sicuro che anche se non vedi l’ora di liberarti del tuo attuale posto di lavoro, dei tuoi colleghi e del tuo capo, vivi con emozioni contrastanti la tua esigenza di cambiare aria.

Nonostante ti sarai ripetuto centinaia di volte “Voglio cambiare lavoro”, da un lato l’idea di cambiare ti eccita, ma dall’altro c’è una voce dentro di te che continua a ripeterti:

Stai calmo e resisti!

Questo è del tutto naturale. Pensa che io ho cambiato lavoro per ben 6 volte negli ultimi 3 anni ed ogni volta, ti assicuro, che è stata la stessa identica storia.

Da un lato ero eccitato al pensiero di trovarmi in una situazione nuova e diversa rispetto a quella attuale in cui sentivo di non voler più rimanere, ma dall’altra parte…

…tendevo a continuare a rimuginare sempre sulle stesse cose e a pormi le stesse domande.

E…se nel nuovo posto di lavoro il capo fosse ancora più str***o di quello attuale?

E se i miei colleghi mi rendessero la vita insopportabile?

E se non fossi all’altezza di ricoprire efficacemente il nuovo incarico nella nuova azienda?

E se fossi costretto a fare tutti i giorni 2 ore di straordinario non pagato?

E se, e se, e se…con tutti questi se alla fine si finisce per non cambiare e si tende a rivalutare situazioni che in realtà sono estremamente negative, e che inizialmente rappresentavano la spinta decisiva al cambiamento.

Si chiamano convinzioni limitanti e si tratta, come dice l’ottimo Brian Tracy nel libro “Massimo Rendimento” di limiti che siamo noi stessi a porci e che ci impediscono di raggiungere il successo o di migliorare la nostra vita.

E allora ecco che nella tua mente si affolleranno trappole come: “Beh, tutto sommato il mio capo non è male, potrei anche passare sopra agli insulti che mi ha rivolto decine di volte” oppure “Tutto sommato i miei colleghi sono simpatici, può capitare a tutti una giornata storta” o ancora “In fin dei conti lo stipendio che percepisco mi permette di vivere dignitosamente, 200 euro in più non mi cambieranno di certo la vita“.

Potrei continuare all’infinito, ma non avrebbe senso, visto che sono consapevole che tutte queste trappole mentali stanno affollando la tua mente in questo momento.

E sai perché ne sono così sicuro?

Semplice, ci sono passato e ci passo ogni volta che decido di iniziare una nuova avventura!

Paura di cambiare lavoro

La paura di cambiare lavoro, quindi, è il risultato di una serie di limiti che ci bloccano e ci costringono a rimanere in una situazione di insoddisfazione e di infelicità, che vorremmo modificare.

Non disperare…perché ci sono delle tecniche di grande efficacia che possono venire in tuo aiuto e che ti faranno superare queste trappole mentali.

Innanzitutto prendi un foglio di carta e dividilo in due parti. A sinistra scrivi Pro e a destra Contro. Esattamente così.

paura di cambiare lavoro

Ora a sinistra scrivi quali sono le caratteristiche positive del tuo attuale posto di lavoro e della tua azienda. Scrivi ciò che ti motiva e ti spinge a recarti ogni mattina in quell’ufficio o in qualunque altro luogo si svolga la tua giornata lavorativa.

Potrebbe anche essere solamente lo stipendio, ne sono consapevole…scrivi anche quello, non omettere nulla.

Nell’altra colonna, invece, scrivi quali sono gli aspetti negativi del tuo attuale lavoro.

Accanto ad ogni cosa che scrivi assegna un valore numerico da 1 a 5, che indica quanto peso ha quella determinata caratteristica per te. Di sicuro, non tutte le situazioni peseranno allo stesso modo ed è fondamentale, quindi, analizzare la situazione in modo preciso.

Ti consiglio di effettuare questo compito immediatamente e di non impiegare più di 5 minuti di tempo a finirlo.

Ci vediamo tra 5 minuti!

Fatto?

Bene, ora hai di fronte un quadro della tua attuale situazione lavorativa e sei in grado di valutare se ci sono più Pro o più Contro e quanto pesano nel complesso.

Hai di fronte a te una perfetta fotografia della tua attuale situazione, delle tue paure, dei tuoi dubbi e delle tue incertezze.

Scritte sopra un foglio di carta quelle enormi paure fanno un po’ meno paura…sei d’accordo?

Ora è il momento di farti una domanda: sei ancora disposto a sopportare tutto ciò oppure è arrivato il momento di mettere in atto un cambiamento?

Tutti quei Contro finiranno per schiacciarti e per rendere la tua vita lavorativa ancora più insopportabile di ciò che è già.

Ora prendi il foglio e attaccalo di fronte alla tua scrivania, sulla bacheca appesa nella tua cucina o in un posto in cui sia sempre ben visibile. Ogni volta che ci passerai davanti e leggerai ciò che c’è scritto, penserai che è veramente da sciocchi continuare a stare male e a farsi del male.

E penserai che devi assolutamente fare qualcosa per tornare ad essere felice!

Motivazioni per cambiare lavoro: gli errori da evitare

Se sei arrivato a questo punto dell’articolo, significa che hai finalmente deciso di dare una svolta alla tua carriera.

Una volta chiuse in un cassetto le tue paure, è arrivato il momento di muovere i primi passi.

La ricerca di un nuovo lavoro consta essenzialmente di 3 step:

1. Capire esattamente cosa fare nella vita, quali sono i nostri desideri e le nostre ambizioni

2. Fare un curriculum vitae perfetto e candidarsi per una nuova posizione

3. Prepararsi per le domande del colloquio di lavoro e rispondere nel modo migliore

In questo articolo tratteremo solamente una parte del terzo step (le altre informazioni le trovi nella sezione del blog dedicata alla carriera), quella legata alle motivazioni per cambiare lavoro.

Ipotizziamo, allora, che tu sia arrivato al terzo step.

Una domanda che puoi aspettarti dal selezionatore, sia esso il titolare dell’azienda o qualcuno che lavora nell’Area Risorse Umane, sarà:

Per quali motivi vuoi cambiare lavoro?

E’ una domanda perfettamente legittima e…normale!

Prova a metterti per un attimo nei panni di chi ti sta intervistando.

Cercare di ottenere più informazioni su questo aspetto è fondamentale per capire chi ci sta per mettere in casa e se si tratta di una risorsa che, con buone probabilità, inciderà positivamente sull’ambiente e sull’andamento aziendale oppure ci si troverà di fronte ad un piantagrane, che porterà solo problemi.

Date queste premesse, purtroppo non sempre le nostre motivazioni partono da situazioni positive.

Mi spiego meglio. Non tutti vogliono cambiare lavoro per migliorare il proprio stipendio, per conseguire una crescita professionale o per mettersi alla prova con una nuova realtà diversa e più stimolante.

Può accadere, infatti, che le motivazioni siano ben altre e possano essere ricollegate a rapporti umani ormai consumati ed irrecuperabili con i propri superiori o con i propri colleghi, ma anche ad orari di lavoro stressanti, a demansionamenti o, nei casi più gravi, al mobbing.

Allo stesso tempo, però, durante un colloquio di lavoro, ci sono degli aspetti che è preferibile far emergere ed altri che, invece, è preferibile tacere.

Motivazioni per cambiare lavoro errori da evitare

Vediamo, di seguito, quali sono i principali errori da evitare:

1. Odio il mio capo e i miei colleghi

Utilizzare il termine “odio” è profondamente sbagliato. Anche se è vero che non ne puoi delle persone che ti circondano, dire che il motivo per cui cerchi di cambiare lavoro è che ti trovi male con capo o colleghi significa scavarsi la fossa con le proprie mani.

Quello che percepisce il selezionatore è che sei una persona che non sa coltivare rapporti positivi con gli altri e che probabilmente, se entrassi in azienda, finiresti con il creare scompiglio e tensione all’interno del posto di lavoro.

A prescindere dal fatto che i tuoi colleghi siano delle persone realmente odiose, dovresti anche chiederti per quale motivo non sei riuscito ad intessere dei buoni rapporti con loro. Probabilmente hai anche tu delle responsabilità per questa situazione: a questo proposito ti consiglio di leggere un libro, che personalmente mi ha cambiato la vita, a livello di rapporti lavorativi e non.

Si tratta di “Come trattare gli altri e farseli amici” e ti assicuro che può aiutarti a risolvere definitivamente questo tipo di problemi, trasformando le tue relazioni sociale da complicate a totalmente soddisfacenti. Qui trovi la recensione e qui il libro.

2. Sono troppo stressato

Altro grave errore da non commettere. Lo stress sul posto di lavoro è qualcosa di estremamente personale e soggettivo.

E’ vero che esistono delle mansioni più stressanti di altre, ma in generale è la nostra percezione personale e la nostra capacità di reagire alle diverse situazioni che viviamo, a determinare il livello di stress.

Pensa per un attimo alle società di consulenza. Se ne leggono veramente di tutti i colori: ho conosciuto molte persone che hanno iniziato la loro carriera lavorativa in società di consulenza come Accenture, KPMG o Ernst & Young.

La maggior parte delle persone mi ha descritto queste aziende come fonti di stress insopportabile, ma una piccola parte di esse mi ha invece mostrato quali fossero le opportunità, in termini di crescita professionale e reddituale, che aveva trovato all’interno di queste realtà.

La verità è che queste persone parlavano con grande entusiasmo del loro ruolo all’interno delle società di consulenza e il livello di stress da loro percepito era enormemente più basso di quello percepito da coloro che, evidentemente, cercavano lavori meno usuranti a livello mentale.

Quando vivevo a Milano spesso uscivo a mangiare una pizza con alcuni amici che lavoravano in Accenture. Dopo la cena, ci salutavamo perché i miei amici dovevano tornare in ufficio (intorno alle 11 della sera) a terminare alcuni compiti per delle scadenza nei giorni successivi. Lo facevano con il sorriso sulle labbra, senza che fosse un dramma.

Ti ho raccontato questa storia per farti capire che se utilizzerai lo stress come motivazione per cambiare lavoro, verrai etichettato dal selezionatore come una persona che non è capace di reggere alla pressione e agli impegni lavorativi.

Sei in gradi di capire da solo che non è una gran qualità da possedere 😀

Se sei interessato ad approfondire il tema della gestione dello stress sul posto di lavoro, ed in generale nella vita, ti suggerisco un altro utilissimo libro di Dale Carnegie. Si tratta di “Come vincere lo stress e ricominciare a vivere”. Lo trovi qui.

3. Voglio guadagnare di più

Spesso ci capita di sentirci sottovalutati. La realtà è che spesso guadagnamo meno rispetto a quello che pensiamo di meritare.

Oppure semplicemente il nostro stipendio è proporzionato alle nostre responsabilità, ma vogliamo aumentare il nostro reddito.

Non c’è niente di strano! Sono tutte ambizioni assolutamente legittime.

Il problema è che…se comunicherai che il motivo per cui vuoi cambiare lavoro è legato al denaro…ti prenderanno per mercenario!

La percezione che dai è che sei solo una sanguisuga legata al denaro e sei pronto a tradire la tua azienda per qualche soldo in più. Inoltre non è mai una buona idea utilizzare il prezzo come leva in una trattativa.

Concentrati sulle tue capacità e su come puoi dare valore all’azienda, piuttosto che farti percepire come molto costoso.

Se prima dimostri che puoi dare valore, allora uno stipendio elevato sarà una logica conseguenza.

Chiudo questo paragrafo con un esempio legato alle conferenze stampa dei calciatori. Sappiamo tutti che i calciatori si trasferiscono da una squadra all’altra principalmente per soldi.

Ma…in una conferenza stampa di presentazione di un nuovo acquisto, hai mai sentito dire da un calciatore che il motivo del trasferimento è legato ad un ingaggio più elevato? 😉

Cosa è giusto dire?

Vediamo ora quali sono le motivazioni che i selezionatori apprezzeranno durante il colloquio di lavoro.

Motivazioni per cambiare lavoro ecco cosa dire

1. Sto cercando nuovi stimoli professionali

Voglia di mettersi alla prova in nuovi contesti, nuove situazioni, nuovi ambienti.

Caratteristica che viene sempre considerata positivamente. Le persone che hanno bisogno di grandi stimoli sono quelle che, di solito, sono capaci di mostrare grande impegno, dedizioni e motivazione sul posto di lavoro.

Sono quel tipo di persone che vengono prese come “buoni esempi” dagli imprenditori e che sono capaci di influenzare positivamente gli altri, trainandoli verso il raggiungimento di grandi obiettivi.

Sì alla ricerca di nuovi stimoli!

2. Voglio un ruolo di maggiore responsabilità

E’ raro sentire qualcuno che dichiari qualcosa del genere ad un colloquio di lavoro.

Ci viene insegnato che la cosa giusta da fare è trovare un posto ben pagato e possibilmente stabile, senza chiedere più niente alla vita. Prendersi delle responsabilità spesso viene visto un modo per crearsi dei problemi.

Le cose non stanno così, per i datori di lavoro. Dal momento che la maggior parte delle persone scappa di fronte alle responsabilità, dichiarare apertamente che desideri un ruolo che ti consenta di svolgere compiti più complicati e rischiosi ti farà guadagnare tantissimi punti.

Non avere paura. Sì alle responsabilità!

3. Voglio crescere ed imparare nuove cose

Ecco un’altra ottima risposta. Magari il tuo attuale ruolo non ti consente di scoprire cose nuove legate alla tua professione e di imparare da qualcuno che è più in gamba di te.

Non esiste un’età giusta per imparare e, soprattutto, non esiste un’età giusta per smettere di imparare.

Anche a 50 anni si può desiderare di imparare qualcosa di nuovo e di diverso e questa voglia di curiosità verrà interpretata positivamente dal selezionatore per 2 aspetti:

1. le persone che vogliono imparare sono persone umili

2. voler imparare significa avere entusiasmo

Umiltà ed entusiasmo sono quelle che io definisco le qualità dei Numeri 1. Leggiti le biografie dei grandi imprenditori o guardati qualche film motivazionale che ti aiuterà a trovare conferma di quanto ho appena scritto.

Cambiare lavoro a 30 o 35 anni

L’età è un fattore determinante nella ricerca del lavoro. Non è vero però, come si sente dire spesso in giro, che superata una certa soglia è impossibile cambiare lavoro.

Le differenze principali stanno nell’impostazione del colloquio di lavoro e negli aspetti più importanti da far risaltare agli occhi del selezionatore.

Dai 30 ai 35 anni è sicuramente il miglior momento della vita per prendere una decisione del genere.

Questo per almeno 3 motivi:

1. hai acquisito già molta esperienza (inizi a poter essere considerato un cosiddetto profilo senior) e allo stesso sei molto giovane

2. confrontarti con nuovi ambienti e colleghi contribuirà a migliorare il tuo background culturale

3. hai tutta la carriera davanti e hai tante possibilità di imparare cose nuove, che ti aiuteranno a crescere più velocemente

A livello di retribuzione, sembra proprio il momento giusto per compiere un balzo in avanti. Come ti dicevo, dopo qualche anno di esperienza, sarai sicuramente nella fase in cui sei in grado di dare maggior valore all’azienda.

Consapevole di questo, effettua una ricerca su Google per scoprire quanto guadagna mediamente un lavoratore che svolge il tuo stesso lavoro e chiedi quella cifra al tuo nuovo potenziale datore di lavoro. Difficilmente ti verrà rifiutata.

Cambiare lavoro a 40 o 45 anni

Se è vero che a 30 anni cambiare lavoro è piuttosto facile, ancora di più potrebbe esserlo a 40.

Per i seguenti motivi:

1. hai tanta esperienza e sei ancora lontano dalla pensione

2. le tue competenze sono sedimentate e puoi offrire enorme valore ad un’azienda

3. hai l’opportunità di aumentare di molto la tua retribuzione

A 40 anni si è considerati nel pieno della propria maturità lavorativa.

Si ha abbastanza esperienza da poter condurre al successo i progetti aziendali, minimizzando gli errori e si può ancora crescere a livello professionale, sperimentando nuove situazioni con cui mettersi alla prova.

Dal punto di vista dell’azienda, hai l’età perfetta per ricoprire un incarico di tipo manageriale/direttivo.

Dal tuo punto di vista, hai ancora una volta la possibilità di effettuare un upgrade della tua retribuzione e di iniziare a guadagnare cifre veramente molto elevate. Sfrutta questa opportunità!

Cambiare lavoro a 50 anni

Può iniziare a diventare più complicato, per questi motivi:

1. la tua retribuzione è elevata e per l’azienda inizi ad essere un costo rilevante

2. spesso i 50enni non sono interessati a crescere e continuare ad investire su loro stessi, a causa di un orizzonte temporale lavorativo limitato

3. se la persona non è sul pezzo, è possibile che le competenze inizino ad aver bisogno di essere lucidate e l’esperienza talvolta diventa un peso, piuttosto che un valore

Se rientri in uno di questi 3 casi, ti anticipo che per te la strada sarà in salita.

Tutte e 3 queste situazioni sono negative e poche aziende saranno disposte a sobbarcarsi una risorsa che presenta delle condizioni psico/economiche di questo tipo.

D’altronde, se tu fossi un imprenditore, te la sentiresti di far entrare nel tuo team una persona che guadagna tanto e che non apporta lo stesso valore all’azienda?

Quindi qual è la soluzione?

Diminuirsi lo stipendio è qualcosa che escluderei, perché è piuttosto fastidioso e logicamente poco coerente con tutto ciò che ci siamo detti finora.

Continuare ad investire su sé stessi e a desiderare una crescita professionale, invece, può essere la soluzione migliore.

Durante il colloquio devi far comunicare questi concetti al selezionatore e devi “vendere” l’esperienza che hai maturato nel corso della tua vita lavorativa come un bagaglio che arricchirà enormemente chi deciderà di farne uso.

A 50 anni non sei assolutamente vecchio/a e mettiti in testa che il lavoro può ancora darti un mare di soddisfazioni. Ciò che è realmente importante sono le tue motivazioni, la tua capacità di porti obiettivi sfidanti e la tua voglia di continuare ad imparare e crescere professionalmente.

Come ultimo suggerimento, ti consiglio di guardarti il webinar di Luca Mastella, per scoprire quali sono le tecniche infallibili per preparare la tua candidatura in modo perfetto e superare brillantemente la selezione iniziale.

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Ti renderai conto che i risultati che otterrai dopo aver guardato il webinar saranno eccezionalmente superiori a quelli che hai avuto finora. Puoi iscriverti da qui:

Ti segnalo, di seguito, altri articoli di approfondimento che potrebbero interessarti:

  1. Come fare un curriculum vitae perfetto
  2. Non trovo lavoro: ecco spiegato quello che devi fare
  3. Colloquio di lavoro: domande e risposte, cosa dire e come vestirsi
  4. Come fare una lettera di presentazione: 
  5. Come trovare lavoro con LinkedIn in Italia e all’estero
  6. Come capire che lavoro fare nella vita

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Come cambiare lavoro: consigli per superare la paura di cambiare
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