Demotivazione: significato, psicologia e tecniche per superarla

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Oggigiorno è molto diffuso l’utilizzo del termine demotivazione, per indicare i casi in cui appunto è la motivazione a mancare.

Ti sarà capitato magari di parlare con un tuo conoscente sentendo pronunciare parole come: “Non sono abbastanza motivato nel lavoro che faccio” o “Non trovo proprio la motivazione per studiare oggi”, oppure ancora “Sono demotivato: per quanto mi sforzi in questa attività, non raggiungo i risultati che vorrei“.

E anche tu, se stai cercando delle maggiori informazioni in merito, provi o devi aver provato in passato delle emozioni analoghe: la demotivazione può accompagnarsi a sentimenti di apatia da un lato, e frustrazione dall’altro. In tal senso, è bene lavorarci su, combatterla per uscire definitivamente da un turbinio di emozioni negative, che sicuramente non ti aiutano (e anzi sono deleterie) ad affrontare la vita di ogni giorno.

Qualunque sia la condizione in cui ti trovi ora non disperare: in questo articolo ti parlerò sia delle cause della demotivazione, che di alcune tecniche molto efficaci per affrontarla. Ma prima ancora di andare oltre, ti invito caldamente ad effettuare questo test per vedere quanto sei ad oggi motivato.

Scopri quanto sei motivato!

Demotivazione: significato del termine

Cominciamo chiarendo una volta per tutte il significato di demotivazione. Questa parola risulta composta da due parti: de, che ha valore privativo, e motivazione; quindi letteralmente significa assenza di motivazione.

Il passo successivo è quello di definire cos’è in pratica la motivazione. In questa sede non mi voglio dilungare più del dovuto sulle definizioni, per cui te ne fornirò una operativa:

Per motivazione si intendono la ragioni, i motivi appunto, che ti spingono ad agire.

Di conseguenza, il concetto di demotivazione implica una mancanza di finalità, che ti garantiscano quella spinta necessaria ad impegnarti per migliorare la tua vita, o nello svolgere attività di vario tipo, siano essa legate al lavoro, allo studio o a qualsiasi altro aspetto della tua esistenza.

Per approfondimenti in tema leggi anche: Cos’è la motivazione?

Cause e psicologia della demotivazione

Andiamo ad approfondire il concetto di demotivazione, in particolare analizzando le cause che la provocano. Per far questo ti devo parlare di quali sono i fattori che alimentano la motivazione nell’uomo.

Quello che dicono le teorie motivazionali

Una delle teorie motivazionali più rilevanti, ovvero la teoria dei bisogni di Maslow, ci dice che quello che motiva l’uomo all’azione non è altro che una serie di necessità. In altre parole, ciascun uomo hai dei bisogni innati, che in questa teoria sono ben rappresentati attraverso la celebre piramide:

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Al primo livello della piramide si avranno i bisogni più basilari, per poi passare a necessità sempre più per così dire raffinate. Postulato fondamentale di questa teoria è che ciascun uomo tenda per natura ad autorealizzarsi, ovvero a voler raggiungere il suo vero potenziale.

D’altra parte, parafrasando quanto detto da Edwin Locke, nella sua teoria del Goal Setting datata 1968:

Ciascun uomo intenzionalmente sceglie delle mete da perseguire, che ritiene siano di suo beneficio, per cui possiede un livello di consapevolezza maggiore di qualsiasi altro essere vivente. In tal senso è attraverso la realizzazione degli obiettivi che si concretizzano la natura umana e il tentativo di ciascun uomo di volere il meglio per sé stesso…

Per approfondimenti leggi anche: Teorie motivazionali: la guida definitiva

Quando qualcosa va storto: la demotivazione

La demotivazione può intervenire per cause differenti: in questo articolo ho deciso di inquadrarle in due casi che tratterò distintamente.

Il primo caso che porta alla demotivazione è quando sono gli altri ad imporre degli obiettivi per te.

Pensa a tutte le volte in cui sei stato obbligato a studiare degli argomenti o in cui il tuo capo ti ha assegnato delle cose da fare. La realizzazione di questi compiti non ti è di nessun beneficio, se non quello di compiacere colui che te li ha imposti.

Nel gergo della psicologia, si parla in questo caso di motivazione estrinseca. Coloro che ti commissionano delle attività ti promettono un premio, come:

  • Se studierai, avrai dei buoni voti
  • Se lavorerai bene, riceverai un salario e non sarai licenziato

Una situazione di questo tipo non è di per sé motivante, o perlomeno lo è fintanto che il premio persiste. Studieresti infatti per il solo piacere di farlo? Lavoreresti gratuitamente? La risposta in generale è no, a meno che tu non abbia dei motivi che provengano da dentro di te per farlo… ovvero quella che si chiama motivazione intrinseca.

Per maggiori informazioni leggi anche: motivazione intrinseca ed estrinseca

Il secondo caso che conduce alla demotivazione è più subdolo, ma anche più interessante. Si tratta dell’eventualità in cui tu, pur stabilendo di persona i tuoi obiettivi, finisci per essere demotivato.

La ragione per cui questo accade non è a sua volta unica. La psiche umana e le emozioni da essa generate fanno sì che le casistiche siano molteplici; può accadere anche partecipano insieme nella demotivazione. Qui ti voglio parlare di quelle più rilevanti:

  1. Nello stabilire i tuoi obiettivi la tua visione delle cose è stata distorta da elementi esterni, che ti hanno influenzato: possono essere le persone che ti sono più vicine, come i tuoi genitori, i tuoi amici o il tuo partner;
  2. Nel realizzare un traguardo ti sei trovato di fronte ad una serie di ostacoli, che ti hanno portato a desistere e a perdere la tua motivazione;
  3. Attraversi dei periodi di depressione o apatia, per cui perdi qualsiasi interesse e motivazione ad impegnarti per raggiungere uno scopo.

Emozioni correlate alla demotivazione

Varie sono le emozioni che si accompagnano alla demotivazione e vengono a dipendere dalle varie casistiche di cui ti ho appena parlato.

Nel caso in cui gli altri stabiliscano un obiettivo al posto tuo, quello che è più frequente è il senso di oppressione, che in alcuni casi più sfociare in veri e propri episodi di aggressività.

Il momento che precede quello in cui ti accorgi che non sono questi gli obiettivi per vuoi lottare nella vita, sarà invece caratterizzato da un conflitto interiore. Si tratta della tua vera natura che tenta di palesarsi al livello della coscienza, tentando di oltrepassare la barriera tra inconscio e la tua parte cosciente.

Nel frangente in cui nel tentativo di realizzare un obiettivo ti trovi a fronteggiare innumerevoli problemi, cresceranno in te rabbia e senso di frustrazione. Vorresti arrivare alla meta, ma puntualmente ti ritrovi davanti l’ennesimo ostacolo che ti rallenta o ti blocca del tutto.

Nei casi di apatia e depressione, infine, accade che si verifichi una totale assenza di interesse verso gli altri e tanto meno verso il proprio futuro. In altre parole, è quasi come se l’individuo rinunciasse a vivere.

3 tecniche infallibili per combattere la demotivazione

Quelle che ti sto per illustrare sono le tre tecniche che trovo più efficaci al fine di combattere la demotivazione. Le ho utilizzate e continuo ad utilizzarle in prima persona: sono sicuro che funzioneranno anche per te!

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1. Decidi il tuo futuro in prima persona

Il primo consiglio che ti voglio dare per affrontare la demotivazione è quello di decidere tu in prima persona del tuo futuro. Assumi il pieno controllo della tua vita, e stabilisci i tuoi obiettivi secondo la tua visione.

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La visione non è altro che la tua proiezione di uno scenario futuro (come ti vedi da qui a cinque anni ad esempio) in cui vanno a concretizzarsi i tuoi valori, gli ideali e le tue aspirazioni.

Certo, servirsi di questa tecnica presuppone a monte che vi sia stato un processo di ricerca interiore: molti non sanno dire ciò che è meglio per il loro futuro o cosa fare della propria vita. Se anche tu ti trovi all’interno di questa cerchia, considera che fare luce su questo ha la priorità su tutto.

Non ha senso nemmeno parlare di come porsi dei traguardi se non si è analizzata quale sia la strada migliore da percorrere, con chi e con quali mezzi affrontare il tuo futuro prossimo. Per maggiori informazioni su questo ti consiglio leggere questo articolo.

2. Crea un piano d’azione efficace

Molte persone, pur essendo in grado di porsi degli obiettivi validi, mancano nella pratica di concretezza. Darsi degli obiettivi è inutile se contestualmente non si ragiona su di una possibile strategia per realizzarli, buttandosi senza paura al di fuori della propria zona di comfort.

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Ti farò un esempio a riguardo. Se il tuo obiettivo è quello di ottenere una promozione a lavoro, dovrai capire qual è la strategia migliore per realizzarlo. Potresti pensare ad esempio a queste cose:

  • Completare sempre in tempo quello che ti viene commissionato
  • Arrivare sempre in orario se non in anticipo
  • Chiedere maggiori responsabilità al tuo capo
  • Lavorare sulle tue abilità

Queste sono alcune idee sulla possibile strategie da adottare. Le puoi utilizzare anche in sinergia tra di loro. A seconda del tuo caso particolare, dovrai considerare quello che secondo te potrebbe funzionare di più.

Capire qual è il tuo piano d’azione è estremamente motivante: quando conosci, infatti, non solo i benefici che otterrai dal realizzare l’obiettivo, ma anche quello che devi fare nella pratica, sarai spinto ad agire, applicando la tua strategia.

3. Lavora sulle abilità del successo

Terza tecnica riguarda lo sviluppo di alcune abilità che spesso sono associate (e non a caso) al concetto di successo. In questa sede ti voglio parlare di un paio di queste, che reputo siano le più importanti ai fini della motivazione.

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Innanzitutto la fiducia in sé stessi, è fondamentale per affrontare delle sfide ambiziose e superare i propri limiti. Per avere successo dovrai distinguerti dalla massa è realizzare delle imprese su cui altri hanno fallito.

Per questo ti servirà in primis di essere consapevole delle tue potenzialità e in secondo luogo di credere in te stesso.

Seconda abilità che reputo molto importante è la resilienza, intesa come la capacità di rialzarsi da una sconfitta e ricominciare a lavorare sulla realizzazione di un obiettivo più forte di prima.

Ti parlo in modo molto approfondito di queste tecniche e non solo nel mio ebook Ultramotivazione. All’interno troverai i segreti che ti permetteranno di rilasciare il tuo vero potenzionale e mantenere la tua motivazione lungo tutto il percorso verso la realizzazione dei tuoi obiettivi. Trovi maggiori informazioni a questo link.

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  • Scopri i segreti dell’ultramotivazione

Casi particolari

Concludiamo questo articolo con alcuni casi specifici.

Demotivazione nel lavoro

Nel mondo del lavoro, accade spesso di perdere la motivazione: si fa fatica a recarsi la mattina in ufficio, si fanno le cose controvoglia e non si percepisce in generale alcun senso di realizzazione correlato con lo svolgimento delle attività quotidiane.

Anche a me succedeva di essere demotivato dopo qualche tempo che lavoravo nello stesso posto.

Quello che è certo, e non mi stanco mai di ripeterlo, è che lavorare per soldi, in vista di un salario che arriva a fine mese, non è motivante. Una volta ricevuto il tuo compenso percepisci un senso di vacuità e tutto ciò a lungo termine ti porta ad odiare quello che fai.

Questo discorso, d’altronde, si riconduce a quello del premio, della motivazione estrinseca. Quello che ti suggerisco, quindi, è di trovare una ragione tua personale per cui lavorare, che non sia quella del denaro.

Personalmente, le professioni che ho scelto di volta in volta hanno avuto lo scopo di farmi sviluppare alcune abilità: vedendo il lavoro in quest’ottica, non ho mai perso la motivazione a dare sempre il massimo.

Demotivazione allo studio

Anche il caso di demotivazione allo studio non è infrequente, tutt’altro. Sempre più sono i giovani che perdono interesse nel loro percorso di istruzione universitario.

La percentuale dei laureati in Italia, secondo questo ricerca dell’Ansa, ammonta solo al 26,4 %. Siamo il penultimo paese in Europa come numero di laureati. D’altronde l’impostazione del sistema universitario in Italia non fa altro che aggravare il fenomeno.

Si tratta di un punto di vista troppo teorico, che ormai non garantisce a coloro che terminano il loro percorso di studi la possibilità di trovare un lavoro.

Venendo meno di conseguenza una delle ragioni più importanti per cui si studia, crolla con sé anche la motivazione.

In tal senso, quello che ti suggerisco è di trovare una ragione allo studio che esula quella di ottenere quel pezzo di carta che al giorno d’oggi possiamo dire aver perso di valore.

Decidi tu quali materie approfondire, anche se non hanno nulla a che fare con il tuo percorso di laurea, e vedrai che la motivazione non tarderà ad arrivare.

Approfondisco tutte queste tematiche nel mio ebook Ultramotivazione, nel quale troverai il modo di affrontare con successo la demotivazione e protrarti verso il tuo futuro.

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Andrea
Andrea
Ciao! Mi chiamo Andrea e sono co-fondatore del progetto Carica Vincente. Mi piace occuparmi di molte cose differenti nella vita, in particolare sono appassionato e grande sostenitore del miglioramento continuo e della crescita personale. Sono autore degli e-book Ultramotivazione e Produttività Zen.

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