Come uscire dalla dipendenza affettiva?
La dipendenza affettiva è una patologia che può influenzare in maniera significativa la vita di chi ne è affetto ed è molto più diffusa di quello che si possa pensare.
Nota anche come co-dipendenza, essa può svilupparsi in ogni tipo di relazione (genitore/figlio, principale/dipendete, amici, fratelli…) e non solo all’interno del rapporto di coppia.
In questo articolo analizzeremo il fenomeno nella sua interezza, dalla sua definizione alle differenze che passano tra co-dipendenza ed amore.
Infine, spiegheremo come uscire dalla dipendenza affettiva tramite 6 tecniche che ti permetteranno di lavorare direttamente sulle cause psicologiche della co-dipendenza, così da migliorare subito la tua situazione e diventare più emotivamente indipendente.
Indice
Dipendenza affettiva: cos’è
Quando si parla di dipendenza affettiva o co-dipendenza ci si riferisce ad una condizione psicologica caratterizzata da un bisogno eccessivo e patologico di ricevere da parte degli altri:
- affetto;
- approvazione;
- attenzione.
Tale bisogno diventa così impellente che le azioni per soddisfarlo vanno a scapito del proprio benessere psicofisico e della propria autonomia.

Chi soffre di dipendenza affettiva tende a basare la propria autostima ed identità sul legame con un’altra persona. Solitamente (ma non per forza) si tratta di un partner, e può sviluppare comportamenti di controllo, sottomissione o sacrificio per mantenere viva la relazione.
Ecco alcuni tratti tipici di chi soffre di dipendenza affettiva:
- bisogno di approvazione per sentirsi adeguato a qualsiasi contesto;
- bassa autostima (che dipende quasi esclusivamente dal feedback degli altri);
- paura dell’abbandono;
- tendenza a fare sacrifici significativi per mantenere la relazione;
- difficoltà ad essere indipendenti ed prendere decisioni in autonomia.
Come buona parte dei disturbi affettivi, anche la dipendenza affettiva vede le sue radici nei primi anni di vita dove si realizzano traumi infantili, relazioni familiari disfunzionali ed esperienze di abbandono e rifiuto1.
Infine, va aggiunto che anche le aspettative sociali possono contribuire allo svilupparsi della co-dipendenza in una persona2.
Per spiegare meglio questo ultimo punto, basta portare ad esempio il fatto che, in alcune culture, mostrarsi costantemente disponibili e mettere i bisogni del prossimo davanti ai propri viene riconosciuto come il modo ideale di vivere una relazione, che sia familiare, d’amicizia o amorosa.
Stesso discorso per chi è cresciuto con il pallino di avere una famiglia. Così, il soggetto, uomo o donna che sia, sente che la sua vita ha senso solo se riesce a mantenere vivo il suo matrimonio, costi quel che costi.
Dipendenza affettiva o amore?
Il pericolo più grande collegato alla dipendenza affettiva sta nel fatto che, almeno in superficie, essa può essere scambiata per amore.
Tuttavia, analizzando con un occhio attento, è possibile notare come il comportamento della persona affetta da co-dipendenza va ben oltre la generosità ed il consueto desiderio di compiacere la persona amata.
Per facilitare il riconoscimento di una relazione basata sulla dipendenza affettiva, sotto trovi una tabella dove sono riportati alcuni aspetti della vita di coppia.
Da un lato ci saranno i comportamenti propri di un rapporto sano ed equilibrato. Dall’altro, troverai la condotta dettata dalla co-dipendenza.
| Amore | Dipendenza affettiva | |
|---|---|---|
| Autonomia ed indipendenza | Ciascun partner mantiene la propria identità ed autonomia. Vige il mutuo supporto. Non c’è alcuna dipendenza né da una né dall’altra parte per definire autostima o felicità. | La persona dipendente tende a perdere la propria identità ed indipendenza, basando la propria autostima e felicità quasi esclusivamente sull’altra persona. |
| Bisogno di approvazione | I partner apprezzano l’approvazione reciproca ma non ne sono ossessionati. La sicurezza personale e l’autostima non dipendono completamente dal partner. | Il bisogno di approvazione e conferma da parte del partner è costante e diventa ossessivo, influenzando negativamente l’autostima e il comportamento. |
| Gestione dei conflitti | I conflitti sono affrontati in modo costruttivo, con una comunicazione aperta e la volontà di trovare soluzioni che rispettino entrambi i partner. | I conflitti possono essere evitati per paura di perdere l’altro, oppure possono diventare intensi e distruttivi a causa della mancanza di equilibrio e della paura di abbandono. |
| Gestione della paura dell’abbandono | Fiducia reciproca ed una gestione equilibrata della paura di lasciarsi. I partner comunicano apertamente le loro preoccupazioni e lavorano insieme per risolverle. | La paura dell’abbandono è intensa e pervasiva, portando a comportamenti possessivi, di controllo o eccessivamente sottomessi per evitare la perdita del partner. |
Dipendenza affettiva e narcisismo
Prima di passare alla sezione dove indicheremo come uscire dalla dipendenza affettiva, è bene però chiarire un concetto.
Una persona che soffre di co-dipendenza può vivere una vita grossomodo normale se il suo/la sua partner non si approfitta della sua debolezza.
Tuttavia, la situazione cambia tragicamente se l’individuo dipendente entra in una relazione con un narcisista.
Infatti, in tal caso la sindrome di co-dipendenza calza a pennello con il bisogno di attenzioni del narciso, rendendo il precorso di guarigione molto più complicato.
Questo perché il narcisista (o la narcisista) potrebbe alimentare la dipendenza affettiva della sua vittima per saziare il suo ego smisurato procurandole danni enormi.
Se questo dovesse essere il tuo caso, ti consiglio vivamente di leggere i libri “L’Antidoto Al Narcisista“ e “L’Antidoto Alla Donna Narcisista“ che ti permetteranno di comprendere la minaccia che stai affrontando e di difenderti come si deve!
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Dipendenza affettiva: come uscirne
Uscire dalla dipendenza affettiva è un processo che richiede tempo e pazienza. Tuttavia, siamo ben lontani da un’impresa impossibile.
Quindi, non demordere. Sotto ti indicherò 5 tecniche, o per meglio dire 5 step, che ti permetteranno di riconoscere, affrontare e guarire dalla co-dipendenza.
1. Riconosci il problema
Accettare di avere qualcosa che non va è il primo passo per stare meglio. Ciò vale anche per chi soffre di dipendenza affettiva.
Quindi, la primissima cosa da fare è essere onesti con sé stessi ed accettare che la propria relazione si basa su meccaniche poco sane.

Probabilmente, questo è il passaggio più difficile (bisogna ammettere a sé stessi di essere dipendenti dal partner), ma è anche quello che poi renderà la strada in discesa.
Del resto, se adesso stai leggendo, hai già la giusta mentalità per risolvere la situazione!
2. Lavora sulla tua autostima
La co-dipendenza prospera soprattutto nelle persone che hanno una bassa autostima. Quindi, se si desidera uscire da questa situazione è necessario lavorare seriamente su sé stessi per aumentare l’amor proprio.
L’autostima si nutre di indipendenza, tuttavia sarebbe assurdo chiederti di cambiare la tua vita in un solo giorno. Allora, fa un passo alla volta.
Inizia a ricrearti uno spazio che sia solo tuo, magari praticando uno sport o un hobby che richieda un investimento di tempo che non coinvolga l’altra persona.
Ciò significa che per 1 ora al giorno il tuo tempo sarà solo tuo e dedicato al tuo semplice e puro benessere. Qui però è prioritario obbligarti a rispettare quest’impegno senza sentirti in colpa nei confronti di chi ti sta vicino.
Questo piccolo spicchio di tempo, inizierà a renderti leggermente più indipendente dal partner e di conseguenza più sicuro di te.
3. Lavora sulle tue convinzioni limitanti
Il prossimo passo è quello di eliminare i pensieri intrusivi negativi che alimentano la tua dipendenza affettiva.
Si tratta di un passaggio importante, perché questi pensieri danneggiano fortemente l’idea che hai di te stesso e ti portano sempre ad essere la parte negletta e dipendente all’interno di una relazione.
Inoltre, questi pensieri, se ripetuti, spesso si trasformano in convinzioni profonde e limitanti e rendono impossibile chiudere la relazione o renderla meno tossica.
La prima cosa che devi sapere è che, a prescindere da quanto possano essere terribili, spesso e volentieri quelli nella tua mente sono solo scenari dettati dall’insicurezza e che, se analizzati con freddezza, si rivelano semplici paure, spesso anche infantili.
Per essere più chiari tagliamo subito la testa al toro ed analizziamo il pensiero più terrificante per chi soffre di dipendenza affettiva:
Se mi lascia io sono perso/a, senza di lui/lei non riuscirò a realizzare nulla nella mia vita e resterò per sempre da solo/a.
Bene, per quanto la fine di una storia sia un evento terribile per tutti, questa non coincide con la fine della propria vita.
Così, ogni volta che la paura di essere lasciato solo ti attanaglia ricordati che:
- per qualsiasi difficoltà puoi farti aiutare dai tuoi amici;
- c’è anche la tua famiglia sulla quale puoi fare affidamento;
- anche senza di lui/lei puoi porti piccoli obiettivi e raggiungerli;
- con la fine della relazione avresti l’opportunità di diventare indipendente;
- avresti l’occasione per cambiare la tua vita in meglio.
4. Impara a stabilire confini sani nella tua relazione
Adesso che stai prendendo consapevolezza della tua persona è tempo che tu stabilisca dei confini all’interno della tua relazione.
Questi devono essere emotivi, fisici e psicologici. Essi ti permetteranno di proteggere il tuo benessere e stabilire prima e mantenere poi relazioni equilibrate e rispettose.
Quindi, identifica i tuoi bisogni, desideri e limiti personali. In pratica, chiarisci con te stesso cosa ti fa sentire a tuo agio e cosa no.

Poi comunicalo apertamente a chi ti sta vicino. Ovviamente, dovrai fare in modo che questi limiti siano rispettati. Ciò è estremamente importante, soprattutto se sei in una relazione con un uomo o una donna narcisista.
Tuttavia, è altrettanto importante che sia anche tu a rispettare tali limiti! Una volta che hai imposto delle cose che non vuoi fare, non devi farti prendere dai sensi di colpa e magari muoverti in direzione opposta.
La coerenza è fondamentale per farti rispettare dalla partner, ma soprattutto per rispettare te sesso.
5. Chiedi supporto ad uno specialista
Uscire da soli dalla dipendenza affettiva può essere un processo più difficile di quello che si possa immaginare.
Quindi, devi mettere in conto che potresti non farcela da solo/a. Se così dovesse essere non c’è nulla di cui vergognarsi.
Anzi, sentiti libero/a ed in diritto di rivolgerti ad un terapeuta o un consulente per risolvere in maniera definitiva la situazione.
Così facendo, accelererai e renderai più facile il processo, magari partecipando anche a gruppi di supporto ed aiutando a tua volta chi sta cercando di guarire dalla dipendenza affettiva.
Dipendenza affettiva come uscirne: conclusioni
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