Quali sono i lavori del futuro? Le 10 professioni più richieste

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Lavori del futuro: quali sono, di quali competenze necessitano e come sta cambiando il mondo del lavoro?

Il tema è, oggi più che mai, di grande attualità ed interesse sia per chi ha già un’occupazione, sia per coloro che sono arrivati al termine del proprio ciclo di scuola superiore e sono indecisi su quale università scegliere e, soprattutto, se vale ancora la pena iscriversi ad una facoltà universitaria.

Primo step: fermarsi a riflettere!

È quello che ho fatto in questo articolo: fermarsi per qualche minuto, riflettere, analizzare cosa sta succedendo nel mondo del lavoro e studiare, mettere a punto, suggerire soluzioni.

Soluzioni sì, perché la conclusione a cui sono giunto è che quasi tutto ciò di quello che ci hanno detto, insegnato, “venduto” come ciò che si deve fare oggi non vale più.

Quali sono i motivi?

Una crisi (in)finita

Quando finirà la crisi…

Mi scappa sempre una risata quando sento qualcuno che pronuncia questa frase..

La verità è che è una frase vuota, senza significato, detta solo perché non si ha un’opinione, non si sa cosa dire, non ci si è ancora resi conto (oppure non ci si vuole rendere conto) di cosa sta accadendo.

Il punto è che non possiamo più permetterci di parlare di crisi. Non possiamo più prenderci il lusso di nascondere il nostro provincialismo dietro questa stupida frase.

La crisi non finisce. La crisi non esiste!

Un nuovo paradigma

Mi sono iscritto alla Facoltà di Economia dell’Università di Perugia nel 2008…non avevo chiaro il motivo per il quale lo stessi facendo, ma mi ero convinto che quella scelta mi avrebbe condotto ad un posto fisso tranquillo, ad uno stipendio dignitoso e ad un’esistenza discreta, senza troppi problemi, né particolari sussulti.

È la classica mentalità degli anni ’70, il concetto meschino del “mettersi a posto”, la drammatica convinzione che tutto rimanga uguale a se stesso e che, in qualche modo, qualcuno risolverà i problemi di tutti.

Quando scopri che quel qualcuno non esiste…come si fa?

Da una parte puoi scegliere la via più facile, quella della lamentela e della disperazione. Lo fanno in tanti d’altronde e, lo ammetto, le soddisfazioni non mancano!

La tragica serenità che deriva dal convincersi che non ci sia nulla da fare per cambiare le cose e che lo stato del mondo in cui viviamo sia frutto delle decisioni che subiamo…è effettivamente appagante e, appunto, facile.

Facile da seguire, da raccontare agli amici e alla famiglia, facile da affrontare. In quanto, per questo tipo di persone, affrontarla significa semplicemente “non affrontarla”.

Poi ci sono quelli come te che, se sei finito su Carica Vincente, pensa che invece ci sia bisogno di cambiare.

Cambiare, in primis, se stessi, il proprio modo di pensare, di vedere il mondo, di volgere le cose a proprio favore.

Il nuovo paradigma. La necessità di interpretare diversamente la realtà e di riuscire a decriptarla, con l’obiettivo di farla volgere a nostro favore.

Il nuovo paradigma si chiama internet, si chiama intelligenza artificiale, si chiama globalizzazione.

Affrontare il mondo con gli stessi strumenti che sono stati utilizzati dai nostri nonni e dai nostri genitori per oltre 40 anni è semplicemente…folle!

Come puoi pensare di correre una maratona se te ne stai tutto il giorno a mangiare patatine e bere birra di fronte a Netflix?

Ha ancora senso parlare di Università?

“Studia tanto, ottieni buoni voti e trova un lavoro ben retribuito” avevano l’abitudine di dire i miei genitori. Il loro obiettivo era offrire a me ed alle mie sorelle più grandi la possibilità di un’istruzione universitaria e darci modo di raggiungere il successo nella vita […] Il mondo era cambiato, ma non il consiglio.

Il mondo era cambiato, ma non il consiglio..questo estratto da Padre Ricco, Padre Povero di Robert Kiyosaki dovrebbe farci fermare a riflettere sul percorso che stiamo intraprendendo o abbiamo intrapreso.

Ha ancora senso parlare di Università nel 2018?

Lo stipendio medio di un neolaureato in Italia è pari a circa 1.100 euro.

Se si passa per lo stage, invece, ci sono da aggiungere almeno altri 6 o 12 mesi a 6/700 euro lordi al mese.

Possibilità di carriera?

Senza dubbio ci sono, ma non tutti diventano top manager o CFO. Non voglio approfondire eccessivamente questo discorso, che potrebbe rischiare di diventare demagogico..

Il punto è: il lavoro di un laureato vale veramente così poco?

La risposta è “assolutamente sì”, il lavoro di un neolaureato non vale quasi niente.

Il motivo?

L’Università non ci prepara adeguatamente alle esigenze aziendali. Ciò che ci viene insegnato è troppo spesso fine a se stesso, un vezzo accademico, un’infinità di parole fumose e poco concrete.

Un’azienda, nel momento in cui decide di investire in un neolaureato, sa che dovrà prendersi carico della sua formazione, a livello tecnico, e dovrà sopportare un periodo di ambientamento più o meno lungo, dovuto alla capacità di adattamento del nuovo assunto.

Il valore percepito dall’azienda è praticamente pari a zero. Ma non finisce qui…

Di cosa ha bisogno un’azienda? Ti sei mai posto questa domanda?

Nel 2018, quali sono le professioni che spostano gli equilibri, all’interno di un’organizzazione?

Come ti dicevo, nel 2008 mi sono iscritto all’Università…oggi mi occupo di social media marketing, di comunicazione sul web, di tassi di conversione e di SEO.

Dieci anni fa pensare che il “gestire la comunicazione di pagine aziendali su Facebook” sarebbe potuto essere un lavoro era impensabile (a malapena esisteva Facebook)…figurarsi come avrebbe potuto prepararmi l’Università ad un futuro del genere.

Il nuovo paradigma prevede che i bisogni di aziende e persone siano radicalmente cambiati nel corso del tempo. Oggi essere capaci di attirare l’attenzione di decine di migliaia di persone su Instagram vale molto di più che saper costruire un bilancio consolidato.

Saper giocare ai videogame, realizzare loghi e montare video è più importante che essere laureati con 110 e lode in Giurisprudenza o Ingegneria edile.

Sono le esigenze delle aziende ad essere cambiate. Non farne una questione di giustizia o utilità sociale. Fanne una questione di bisogni. È intorno ai bisogni che si muove il mondo 😉

I lavori del futuro: cosa faremo nel 2030?

Non voglio dire che non serviranno più medici, avvocati o ingegneri: la mia è una provocazione!

Ma i lavori del futuro presupporranno che tu sia in grado di affiancare alle competenze e allo studio delle materie di tipo classico, delle capacità nuove, differenti, ancora poco diffuse.

McKinsey & Company, una delle più grandi aziende di consulenza strategica del mondo, ha previsto che entro il 2030, i robot ci “ruberanno” 800 milioni di posti di lavoro.

Come è giusto interpretare questo dato? Cosa si intende per “ci ruberanno”?

Lavori manuali, ripetitivi, noiosi, automatizzabili. È molto probabile che, nel giro di pochi anni, scompariranno del tutto, sostituiti dalle macchine.

i lavori del futuro nel 2030

Avremo molto meno bisogno di operai, di agricoltori, di inservienti e di facchini. È naturale. L’essere umano, nel corso della sua storia, ha sempre cercato soluzioni comode, che permettessero di ridurre o eliminare la fatica fisica.

Il fatto che molte meno persone debbano mettere le mani in un tornio elettrico oppure logorarsi per 10 al giorno in una fabbrica lo trovo, molto sinceramente, un passo avanti.

Ma allora di cosa avranno bisogno le aziende? Quali sono i lavori del futuro e le competenze da sviluppare per le professioni emergenti più richieste?

Nel prossimo paragrafo scoprirai quali sono le 10 professioni emergenti più richieste e quali sono gli strumenti migliori, a livello pratico, per iniziare a formare le competenze idonee a ricoprirle 🙂

Le 10 professioni emergenti più richieste

1. Influencer

influencer professioni più richieste

Che valore ha un influencer per un brand?

Tutti sappiamo che Chiara Ferragni o Mariano Di Vaio ricevono migliaia di euro per ogni post pubblicato sul loro profilo con indosso un maglione, un paio di scarpe o un orologio dei più grandi brand di moda al mondo…ma al mondo non esiste solamente la moda!

Viaggio, cibo, vino, finanza, informatica, sport…gli influencer appartengono ad ogni nicchia di mercato e tutti ne siamo “vittime”, anche se a volte nemmeno ce ne accorgiamo.

L’influencer marketing si basa sulla fiducia che si crea tra un instagrammer o uno youtuber e il pubblico che lo segue. Le persone preferiscono prendere le loro decisioni d’acquisto sulla base di suggerimenti e consigli di altre persone di cui si fidano e che considerano simili a loro o verso cui ambiscono a diventare.

Alle aziende ormai conviene investire più denaro in attività di influencer marketing piuttosto che in pubblicità televisiva o digitale. Ecco perché gli influencer arrivano a guadagnare cifre iperboliche ed inimmaginabili per qualunque altra mansione.

Il motivo è che contribuiscono indirettamente all’aumento dei fatturati delle aziende. Tra i lavori del futuro, quello capace di garantire più longevità e guadagni è probabilmente questo.

Come diventare influencer su Instagram?

Risorsa consigliata: Instagram On Fire

2. Blogger

Il blog è uno strumento fondamentale sul web, che ha principalmente un obiettivo: trovare clienti.

Sia per un’azienda, che per un professionista avere un blog significa avere l’opportunità di raccontare se stessi, il proprio lavoro e comunicare i valori e capacità ad un pubblico ben targetizzato di potenziali acquirenti.

Diventare blogger significa, inoltre, padroneggiare competenze trasversali, che abbracciano materie come la SEO e il copywriting, che nelle aziende sono rare e preziose.

Se non vuoi lavorare per un’azienda, puoi metterti in proprio e creare, intorno al tuo blog, un business online con lo scopo di generare guadagni ricorrenti e passivi.

3. Youtuber

youtuber professioni più richieste

Sempre sulla scia delle professioni digitali, tra i lavori del futuro più importanti che si stanno affermando c’è lo youtuber.

Aprire un canale YouTube richiede perseveranza, passione e costanza nella realizzazione di contenuti e ti aiuterà, di sicuro, a migliorare le tue skill comunicative.

La comunicazione pubblicitaria e di branding, nel corso degli anni, da prerogativa delle grandi aziende è diventata necessaria pure per le realtà più piccole, anche a livello locale.

Pure nel caso degli youtuber, i possibili sbocchi a livello occupazionale e reddituale sono tanti: dall’influencer marketing alla possibilità di trovare lavoro come addetto o operatore montaggio.

Risorsa consigliata: Tubemastery

4. Grafico

La comunicazione non è solamente scritta o orale, ma anche e soprattutto visuale.

Saper creare un logo, un banner o un volantino che siano in grado di attirare l’attenzione, far emergere i punti focali ed invitare l’osservatore a compiere un’azione è di fondamentale importanza, nella costruzione di un brand o nella pubblicità.

Troppo spesso le aziende si lasciano andare a soluzioni fai da te, che risultano poco professionali e danno vita a scarsi risultati. Ecco allora che nasce l’esigenza di assumere o di collaborare con un grafico.

Coloro che hanno capito l’importanza del ruolo saranno disposti a spendere anche migliaia di euro in investimenti di questo tipo, perché sono consapevoli che la differenza tra un logo bello e brutto pesa, e tanto, anche su capacità di attirare clienti e fatturati.

Risorsa consigliata: Illustrator Startup

5. Social Media Manager

Non è una novità. I social media manager iniziano ad essere una delle professioni più richieste sul panorama del mercato attuale, altro che lavori del futuro.

Questo tipo di ruolo ha ormai assunto un’importanza e un riconoscimento tali che negli ultimi 12 mesi si è assistito ad un vero e proprio boom di richieste da parte delle aziende. Ormai l’importanza di avere un’immagine professionale e ben curata sui social network è un’esigenza che coinvolge tutti, dalla multinazionale alla piccola impresa, fino al ristorante di periferia.

Ecco perché decidere di diventare social media manager è un investimento che può essere considerato sicuro, in termini di spendibilità della mansione sul mercato del lavoro, come dipendente o freelance.

Risorsa consigliata: Facebook Advertising Hero

6. Growth Hacker

Il Growth Hacking è un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali di marketing per individuare i modi più efficaci per far crescere un business

Attingo direttamente da Wikipedia per spiegare, in modo rapido, cosa fa un growth hacker. In poche parole, è una persona che ha come obiettivo la crescita dell’azienda per la quale lavora.

In particolar modo, è nato, si è sviluppato ed è molto diffuso tra le start-up, che tipicamente sono le aziende che hanno più necessità di crescere velocemente ed hanno a disposizione budget ridotti per farlo.

Si tratta di una professione che richiede un’insieme di competenze molto vasto, che partono dal marketing e arrivano alla programmazione infromatica. Per iniziare a scoprire cos’è il growth hacking ti suggerisco di leggere questo libro di Raffaele Gaito, il massimo esperto di growth hacking italiano.

Risorsa consigliata: Growth Hacker + Life Learning

7. Programmatore informatico

PHP, ASP, JavaScript, Phyton, Visual Basic sono solo alcune delle sigle che dovranno diventare il tuo pane quotidiano, se deciderai di intraprenere una carriera da programmatore informatico.

Queste sono figure fondamentali all’interno di un’azienda che abbia necessità di un’infrastruttura informatica che permetta di far dialogare efficacemente diverse aree funzionali.

I programmatori si occupano anche di web, precisamente del codice sorgente di un sito, ovvero di quella che potremmo definire le fondamenta su cui un sito si regge.

Le aziende fanno fatica a trovare risorse di questo tipo perché le competenze da sviluppare necessitano di passione verso tematiche generalmente poco divertenti a cui, troppo spesso, viene preferita una formazione finalizzata più alla parte grafica e marketing di un sito, che non a quella strettamente tecnica.

Per questo motivo, i programmatori sono tra le figure più rare in circolazione.

Risorsa consigliata: Life Learning

8. Personal trainer

Tra i lavori del futuro inseriti in questa selezione, è probabilmente quello che è più diffuso. Il personal trainer sta diventando un’esigenza che cresce a dismisura tra le persone che vogliono migliorare il loro aspetto fisico.

Un tempo il personal trainer era un figura che si occupava soprattutto di persone che dovevano dimagrire o di pochi professionisti del body building. Oggi praticamente tutti si rivolgono ad un personal trainer, nel momento in cui decidono di intraprendere un percorso in palestra.

Ci sono palestre che mettono a disposizione dei clienti personal trainer già nel pacchetto d’iscrizione ed altre, la maggior parte, che prevedono la presenza di questa figura che può interagire e crearsi delle collaborazioni con i clienti interessati.

Se ami lo sport, ti interessa il campo dell’alimentazione e quello della motivazione, il personal trainer può essere una soluzione ottimale per la tua carriera 😉

9. Mental & Life Coach

La categoria dei mental & life coach si è sviluppata nel corso degli ultimi 2/3 anni. Anche in questo caso, si trattava per lo più di figure appannaggio di grandi campioni dello sport o dell’imprenditoria, che avevano capito che la mente gioca un ruolo fondamentale nelle performance di ogni persona, nello sport o nel lavoro.

Il mental coach oggi ha ancora qualche difficoltà a trovare il suo riconoscimento sociale in termini di utilità, ma mi sento di poter dire che tra i lavori del futuro è quello che ha il potenziale inespresso maggiore.

Da dove partire per iniziare questo percorso?

Dai grandi autori di crescita personale, che hanno scritto alcuni tra i best seller più importanti del settore.

10 Videomaker

Concludiamo la nostra selezione sui lavori del futuro con la professione del videomaker.

I video sono ormai al centro di ogni strategia di marketing e di comunicazione aziendale. Il problema è che fare i video costa tempo per la scrittura e fatica per la realizzazione ed il montaggio.

Per questo, spesso, le aziende decidono di esternalizzare questo compito ed affidarsi ad agenzie di comunicazione o professionisti freelance. Investire sulla formazione di competenze legate al videomaking è una scelta di grande lungimiranza ed intelligenza 🙂

Siamo arrivati al termine di questo articolo dedicato ai lavori del futuro.

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Quali sono i lavori del futuro? Le 10 professioni più richieste
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Ciao! Mi chiamo Lorenzo e sono co-fondatore di Carica Vincente. Nella vita mi occupo di web marketing e sviluppo di carriera, e mi appassionano l’economia ed il business a 360 gradi. Se vuoi una consulenza, sentiti libero/a di inviarmi una mail o scrivimi su LinkedIn 😉

Un commento su “Quali sono i lavori del futuro? Le 10 professioni più richieste

  1. Buongiorno. Mi chiamo Dilva Fantuz. Piacere di Conoscervi. Sto’cercando lavoro, dopo un anno e mezzo di crisi totale perché mia mamma ha avuto un’emorragia cerebrale ed è allettata e io mi occupo di lei con l’aiuto di un’assistente domiciliare che però posso permettermi solo al pomeriggio e la sera e quando ho bisogno, per commissioni o prendermi del tempo per stare con mio marito e mia figlia. E’molto dura, e da qualche mese ho iniziato a seguire su YouTube:psicologi e motivatori mentali e da lì è scattata la molla del voler cambiare vita. Ho letto i Vostri consigli e devo dire che li ho trovati molto interessanti. Grazie, perché mi avete dato una marcia in più e Vi seguirò con molto interesse, per mettere in pratica i Vostri consigli. Saluti. Dilva Fantuz.

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