Motivazione intrinseca ed estrinseca: tutto quello che devi sapere

/ /
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin

In cosa si distinguono motivazione intrinseca ed estrinseca? Cosa significano in particolare queste due tipologie di agenti motivanti?

Motivazione intrinseca ed estrinseca sono due termini che a prima vista possono sembrare complessi da capire, ma ti assicuro che il concetto che ne sta dietro è relativamente semplice. Per risalire alla formulazione di questi due termini non si deve andare troppo lontano nel tempo.

Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, gli studiosi cominciarono ad utilizzare il termine motivazione a partire dal XX secolo, per cui si tratta di un fatto abbastanza recente. Nel corso del ‘900 essi intrapresero delle ricerche relative agli aspetti psicologici che ne stanno dietro.

Sono nate le prime teorie motivazionali, tra le quali la più nota è sicuramente la gerarchia dei bisogni di Maslow, rappresenta dalla celebre piramide, che fu formulata a partire dagli anni quaranta del novecento.

La distinzione tra motivazione intrinseca ed estrinseca nasce a partire dalle ricerche nell’ambito della psicologia umanistica negli anni ’50 e ’60, ricerche sfociate in una serie di esperimenti condotti
negli anni settanta su più campioni di persone.

Questi studi avevano essenzialmente lo scopo di verificare quello che in inglese viene detto Overjustification Effect (effetto di sovragiustificazione).

Ma prima di parlarti di cosa sia questo fenomeno mi occorre darti qualche informazione riguardo i concetti di motivazione estrinseca e di motivazione intrinseca. Troverai qui di seguito una spiegazione comprensiva di entrambi.

Se poi vorrai approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere il mio ebook Ultramotivazione, che trovi a questo link. All’interno del manuale, oltre a darti molti fondamenti teorici in tema motivazione, spiego i segreti per rilasciare il tuo vero potenziale e realizzare qualunque obiettivo tu decida di porti nella vita.

  • Autore: Andrea Pagnotta
  • Anno di pubblicazione: 2019
  • Numero pagine: 143
  • Formato: ebook in pdf

Motivazione estrinseca

Si parla di motivazione estrinseca quando i motivi che ti spingono ad agire sono dati da una ricompensa esterna. In altre parole, il tuo comportamento non è dettato tanto dalla tua volontà personale di ottenere qualcosa, piuttosto dal fatto che, raggiungendo un certo obiettivo, verrai in qualche modo ricompensato.

Quindi si parla di motivazione estrinseca perché le cause dell’azione sono esterne al soggetto che si ritrova ad agire. Può succedere che senza il premio o la ricompensa che sono stati promessi tu decida di rinunciare all’azione.

Sotto un certo punto di vista, dare una ricompensa è un modo anche per manipolare il comportamento altrui. I possibili premi possono essere i più disparati: dal denaro alla fama, dal potere alla riprova sociale.

Di seguito troverai alcuni esempi di comportamenti spinti dalla motivazione estrinseca:

  • Recarsi ogni mattina al lavoro per ricevere un compenso in denaro;
  • Studiare per tre mesi per superare un esame
  • Promettere una caramella ad un bimbo se non piangerà
  • Fare una gara per ottenere un trofeo
  • Pulire la propria stanza per non ricevere un castigo da parte dei genitori

Come puoi notare, in tutti questi esempi il premio è sufficiente a dare la giusta motivazione alla persona che lo riceve, rappresentando in tutto e per il tutto il motivo che spinge all’azione.

Molto spesso si tratta di attività che in mancanza di un premio non faresti mai. Pensa a come ti sentiresti lavorando gratuitamente o studiando tutto il giorno così per il piacere di farlo…

Evidentemente, per essere in grado di agire a prescindere da un compenso, ci dovranno essere degli altri motivi, che non andranno ricercati esternamente.

Motivazione intrinseca

Si parla di motivazione intrinseca quando i motivi che ti spingono all’azione vengono da dentro di te, direttamente dalla tua volontà di raggiungere un obiettivo e di eccellere in qualsiasi campo della tua vita.

Non si tratta in questo caso di un premio esterno, ma di sfidare i tuoi limiti, uscendo dalla tua zona di comfort e tentando di arrivare al livello successivo.

Ricollegandosi alla teoria di Maslow, la motivazione intrinseca deriva dalla necessità personale di soddisfare un determinato bisogno nella vita.

Si parte da quelli più basilari, come mangiare, bere e dormire ad altri collocati più in alto nella piramide, come il desiderio di avere delle relazioni interpersonali, di conoscenza e di potere.

Alcuni esempi di motivazione intrinseca:

  • Lavorare non per soldi ma per passione
  • Studiare per volontà personale di apprendere cose nuove
  • Qualsiasi tipo di hobby praticato per piacere personale
  • Attività di volontariato ed associazioni onlus
  • In generale, il desiderio disinteressato a dare il proprio contributo

Come puoi notare, in tutti questi esempi, i motivi che spingono all’azione derivano dalla volontà della persona, e non da ragioni esterne che ne influenzano il comportamento. È proprio questa la fondamentale differenza tra motivazione intrinseca ed estrinseca.

Motivazione intrinseca ed estrinseca: la sovragiustificazione

Un fatto molto importante è che motivazione intrinseca ed estrinseca non sono indipendenti, ma in molti casi interagiscono tra di loro. Proprio in quest’ambito si parla del cosìddetto effetto di sovragiustificazione.

Di cosa si tratta?

L’effetto di sovragiustificazione interviene quando un premio o un incentivo esterno va a ridurre la motivazione intrinseca di un individuo nel fare una determinata attività, fenomeno noto come motivational crowding out (spiazzamento motivazionale).

In altre parole, offrire un premio per un’attività che precedentemente non era ricompensata, è nella pratica un passaggio alla motivazione estrinseca, fatto che causa un indebolimento della motivazione intrinseca originale con cui l’individuo faceva quella determinata cosa.

Una volta che non vengono offerte più ricompense, si perde anche l’interesse nel fare quell’attività: la motivazione intrinseca non viene recuperata e non vi è neppure quella estrinseca, in quanto assente il premio.

Un esempio concreto dell’effetto di sovragiustificazione

In questa sezione ti racconterò una storia che ben esemplifica il concetto di cui ti ho appena parlato.


Un signore, non più nel fiore degli anni, si era ritirato in pensione in una villetta, che aveva un piccolo cortile nel retro, privo di recinzione. Amava trascorrere le proprie giornate in tranquillità, immerso nella natura.

Un giorno, la sua pace fu interrotta da un gruppo di ragazzini, che vennero a giocare nel cortiletto di casa. Lì per lì l’uomo fu infastidito dalla cosa, ma poi preferì rimanere sulle sue e finì con il non farci troppa attenzione.

Il giorno successivo, tuttavia, si ritrovò di nuovo i ragazzini che giocavano sotto casa, schiamazzando e facendo molto baccano. Decise allora di avvicinarli dicendo: “Ragazzi, vi darò due monete ciascuno se verrete ogni giorno a giocare qui da me”.

I ragazzini rimasero molto sorpresi dalla proposta del vecchio, chiedendosi il motivo di tanta generosità. Ma decisero comunque di accettare l’accordo dell’uomo. Continuarono perciò a frequentare regolarmente il cortile, ricevendo ogni volta le due monete promesse.

Dopo un po’ di tempo, però, videro il vecchio approccarsi novamente a loro, dicendo le seguenti parole: “Ragazzi, mi dispiace molto, ma non posso più permettermi di darvi due monete ogni volta che verrete. D’ora in poi potrò darvi una sola moneta”.

I ragazzi, inizialmente contrariati da quello che avevano appena sentito, decisero comunque di accettare e di continuare a frequentare con regolarità il cortiletto, ricevendo ogni volta in cambio una moneta ciascuno.

Passò ancora qualche settimana, in cui i ragazzini si divertivano trascorrendo le loro giornate all’aria aperta nello spazio retrostante la villetta.

Tuttavia, un giorno si palesò di nuovo il vecchio dinanzi a loro: “Ragazzi, sono tremendamente dispiaciuto, ma non ho abbastanza soldi per continuare a darvi una moneta ogni volta che verrete. Potete comunque continuare a giocare qua, soltanto che non riceverete più alcun compenso”.

Il giorno seguente il vecchio si affacciò alla finestra che dava sul cortile e notò che i ragazzi non erano venuti a giocare. E così il giorno seguente e quelli successivi.

Il vecchio poteva ora di nuovo godersi appieno le sue giornate senza il chiasso proveniente dal cortile…


Come puoi vedere dalla storia, si tratta di un esempio che descrive bene l’effetto di sovragiustificazione. I ragazzini, spinti inizialmente dal voler divertirsi (motivazione intrinseca), vengono successivamente ricompensati per venire a giocare (motivazione estrinseca),

Quando successivamente il premio viene meno, la loro motivazione intrinseca non torna e così essi smettono di venire a giocare.

Motivazione instrinseca ed estrinseca: su quale puntare?

Nel corso della lettura di questo articolo ti sarai già fatto un’idea di quale delle due forme di motivazione valga la pensa perseguire. Tuttavia, la risposta a questa domanda è meno secca di quanto si possa pensare.

Sia la motivazione intrinseca che quella estrinseca, se applicate nelle giuste situazioni, possono essere molto efficaci nel portare le persone a svolgere una certa attività.

Ad esempio, nel mondo lavorativo, un capo può promettere delle piccole ricompense ai propri lavoratori, ma solo nel caso in cui veda già un piccolo interesse da parte loro ad approfondire certi ambiti. Una volta che l’interesse sarà cresciuto, potrà eliminare il premio.

Tuttavia, si tratta di situazioni molto particolari e limitate. La forma su cui puntare in definitiva è la motivazione intrinseca, in quanto più genuina e stabile. Non essendo legata a fattori esterni, risulta per natura più potente e duratura, in quanto legata al desiderio personale di soddisfare una determinata necessità.

Per approfondimenti su come sviluppare la motivazione intrinseca leggi: Come essere motivati

Bene, è tutto per quanto riguarda i concetti di motivazione intrinseca ed estrinseca. Ora conosci la fondamentale differenza tra queste due forme di agenti motivatori.

Qualora fossi interessato ad approfondire l’argomento, nel mio ebook Ultramotivazione ti fornisco queste e molte altre importanti informazioni. Lo trovi a questo link.

  • Autore: Andrea Pagnotta
  • Anno di pubblicazione: 2019
  • Numero pagine: 143
  • Formato: ebook in pdf

Per altri contenuti in tema ti suggerisco, inoltre, di consultare la categoria motivazione del nostro blog Carica Vincente.

Non dimenticarti di seguirci anche sulle nostre pagine Facebook e Instagram, dove ogni giorno vengono pubblicate nuove frasi motivazionali e i nostri nuovi articoli!

Motivazione intrinseca ed estrinseca: tutto quello che devi sapere
voto 5 (su 3 totali)

Articoli correlati

Lascia un commento