Procrastinazione: definizione, significato e psicologia del rimandare

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Cos’è la procrastinazione? E cosa vuol dire procrastinare dal punto di vista della psicologia?

Oggi ti voglio parlare di un problema che è molto sentito nel mondo del lavoro, ma non solo. Statistiche dicono che la procrastinazione affligge oltre l’80% delle persone, di cui il 20% di essi lo fa cronicamente.

In questo articolo, dunque, mi occuperò di fornirti una serie di informazioni dettagliate sulla procrastinazione: dalla sua definizione al significato che ne sta dietro, ponendo particolare attenzione agli aspetti psicologici e comportamentali di coloro che lo fanno in maniera seriale.

Lo scopo di questa trattazione è pertanto di darti tuttie le nozioni di cui hai bisogno per capire ed interiorizzare il concetto di procrastinazione; che tu sia interessato solamente a saperne di più o anche a come smettere di procrastinare, questo articolo ti fornirà le giuste basi teoriche sull’argomento.

Ma prima ancora di proseguire, ti invito a fare il test che trovi qui di seguito per scoprire se anche tu sei un procrastinatore!

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Procrastinazione: definizione e significato del termine

Cominciamo il nostro viaggio nel mondo della procrastinazione a partire dalle basi.

Definizione

Di seguito troverai la definizione del termine procrastinazione:

L’atto di posporre qualcosa che deve essere fatto entro una determinata scadenza. Può trattarsi di qualcosa che richiede immediata attenzione o che risulta spiacevole e noioso. In altre parole, è la tendenza abituale o intenzionale a rimandare l’inizio o la fine di un’attività, pur sapendo che questo porterà a delle conseguenze negative o comunque sgradevoli.

Etimologicamente parlando, il termine procrastinazione deriva dal latino procrastinatio, ovvero l’azione del procrastinare. A sua volta questa parola è data dalla composizione dei termini pro, “avanti” e crastinus, aggettivo relativo a cras, che significa “domani”. Letteralmente significa quindi l’atto di rimandare a domani.

Sinonimi di procrastinazione

Passiamo quindi ad una panoramica dei sinonimi di procrastinazione, anche per avere un’idea più concreta di quello che vuol dire nella pratica. Eccone alcuni:

  • Differimento
  • Dilazione
  • Proroga
  • Rinvio
  • Temporeggiamento
  • Indugio
  • Posticipazione
  • Tergiversazione

Il contrario di procrastinazione è invece anticipazione, ovvero eseguire un’attività prima di quanto programmato, in relazione alle scadenze prefissate.

Significato del termine

Come si può a prima vista evincere dalla definizione di procrastinazione, il concetto sarebbe legato a quello del posporre i compiti che ci si era prefissati. Ma si verifica davvero in tutti i casi? In altre parole, rimandare significa sempre procrastinare?

La risposta, al contrario di quello che possa sembrare, è no, come descritto in questo articolo di PsychologyToday, che ci racconta l’opinione dell’esperto Timothy A. Pychyl, autore del libro “Solving the procrastination puzzle” . In particolare, mentre la procrastinazione implica sempre un ritardo, lo stesso non vale nel senso opposto. Un ritardo non è sempre imputabile al procrastinare.

Ti spiegherò il concetto più chiaramente con un paio di esempi.

Supponiamo che tu abbia pianificato di visitare un certo arcipelago del Mediterraneo nell’ultima settimana di Luglio e che questo gruppo di isole sia raggiungibile solo via nave. Il giorno della partenza però si scatena una tempesta, che blocca tutti i trasporti navali per un paio di giorni. Sei costretto quindi a rimandare il tutto finché il mare non si sarà calmato.

Oppure mettiamo il caso in cui tu debba fare un viaggio di lavoro a Milano con la macchina dell’azienda per cui lavori, ma durante il percorso l’automobile si ferma per un problema meccanico. Perdi una giornata di tempo in riparazioni e arrivi solo il giorno seguente.

In questi e in altri casi analoghi, vi è una ragione, chiara ed identificabile, per cui avviene il ritardo. Non si può parlare in tali frangenti di procrastinazione. Questa si verifica, invece, in modo del tutto impulsivo e irrazionale. Inoltre, non vi è un motivo valido ed esterno a noi per cui decidiamo di procrastinare una determinata attività.

Ma allora, perché lo facciamo? Vediamolo nel prossimo paragrafo.

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Procrastinazione: la psicologia del rimandare

Prima di tutto, mi occorre evidenziare quello che la procrastinazione non è.

La procrastinazione non è identificabile con la pigrizia. Si è pigri in sostanza quando, non si ha sufficiente motivazione nell’eseguire una determinata attività, che richiede uno sforzo ritenuto eccessivo. Per maggiori informazioni sulla pigrizia ti invito a consultare questo articolo.

Procrastinare, invece, significa rinunciare a fare quel compito che si era pianificato, in favore di un altro che si reputa più facile o più piacevole. Puoi capire bene, fin da ora, che in questo processo accade qualcosa dentro di noi.

Ti illustrerò qui sotto le 3 principali teorie che gli psicologi hanno attribuito alla procrastinazione, nel tentativo di rispondere alla domanda: perché procrastiniamo?

Principali teorie

In questo contesto ti fornirò solo un breve cenno alle teorie. Puoi trovare un approfondimento in questo articolo.

1. Evoluzionismo

La teoria evoluzionistica afferma che la tendenza alla procrastinazione è legata a fattori genetici. Questo spiegherebbe perché ciascuno di noi ha una differente attitudine innata nei confronti del procrastinare.

È stato, infatti, dimostrato che in un caso su due, un differente corredo genetico, porta a differenti abitudini per quanto riguarda il rimandare le attività.

Per cui, l’eredità che questa teoria ci lascia, sta nel considerare che ciascuno di noi parte da una base genetica, su cui può comunque lavorare per limitare la propria tendenza alla procrastinazione, al pari di qualsiasi altra skill.

2. Neuropsicologia

La neuropsicologia riconduce la tendenza a procrastinare ad un deficit delle cosìddette funzioni esecutive, che sono in sostanza una serie di processi autoregolativi responsabili ad esempio del problem solving, della modifica del comportamento in seguto al recepimento di nuove informazioni, della pianificazione e l’elaborazione della strategie per attività complesse.

Tutta la teoria neuropsicologica ruota attorno all’interazione tra le funzioni esecutive, che di norma ti porterebbero a terminare un’attività, e le varie problematiche che si possono originare dal loro malfunzionamento.

3. Sociologia

La terza interpretazione è anche quella che reputo più interessante e affronta il concetto dal punto di vista sociologico.

Secondo questa teoria, la procrastinazione interviene quando si hanno problemi nel gestire le proprie emozioni. In altre parole, si tende a rimandare una determinata attività per evitare le emozioni negative che questa comporta.

Il solo pensiero di dover svolgere un compito impegnativo, spesso può generare ansia e stress. La procrastinazione è vista in tal senso come un meccanismo di autodifesa, in cui ci si allontana da questa fonte di negatività.

Procrastinazione cronica, seriale e patologica

Passiamo dunque alla rassegna di alcune caratteristiche peculiari di chi, ahimè, si ritrova a procrastinare in maniera seriale. Leggi attentamente queste informazioni e vedi se anche tu ti comporti in questo modo, anche saltuariamente.

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1. Maggiore sofferenza, prestazioni ridotte

In passato si è pensato che la procrastinazione fosse una qualità positiva del comportamento, in quanto alcuni sostenevano che le persone attraverso di essa potessero adattare la loro lista delle attività, riuscendo comunque a completare qualcosa di valore una volta arrivate a fine giornata.

Tra i sostenitori di questa tesi vi è John Perry, autore del libro The Art of Procrastination (che è stato tradotto genialmente in italiano con “La nobile arte del cazzeggio“).

Ma alcune ricerche condotte su di un gruppo di studenti della Case Western Reserve University hanno dimostrato che, sebbene coloro che procrastinavano avessero dei benefici nel breve periodo, risultanti in minore ansia e umore migliore, alla lunga finivano con l’avere dei voti più bassi ed uno stress accumulato maggiore.

Di conseguenza, nonostante i benefici nel breve periodo, la procrastinazione non può essere considerata né proficua, né positiva.

2. Divario tra intenzione ed azione

Non c’è un solo tipo di procrastinazione. Nel corso degli anni si sono presentati vari esempi ed ipotesi sull’argomento.

In particolare, i procrastinatori cronici hanno un problema perpetuo nel concludere le attività, mentre per quelli occasionali ciò dipende dal compito in sé. La situazione più negativa accade quando una persona con alta impulsività e bassa autodisciplina si trova a dover svolgere un compito spiacevole.

Tradotto sempre da quanto dice l’esperto Timothy A. Pychyl nel suo libro:

Penso che la nozione base di procrastinazione come mancanza di autoregolazione sia abbastanza chiara. Sai quello che devi fare ma non sei in grado di portarti a farlo. È un divario tra l’intenzione e l’azione.

Ora, dal punto di vista sociologico ci sono due principali ipotesi riguardo alle cause, di cui la seconda va per la maggiore:

  • Inabilità a gestire il proprio tempo
  • Inabilità a gestire le proprie emozioni

In particolare, andiamo a parlare delle emozioni cui è soggetto il procrastinatore nel prossimo paragrafo.

3. Frustrazione acquisita

Normalmente, siamo fatti in modo da imparare dagli errori fatti in passato, aggiustando il nostro comportamento di conseguenza. Ma questa regola paradossalmente non vale per il procrastinatore cronico.

Procrastinare, al contrario di tutte le attività scorrette, non arreca alcun danno, almeno nell’immediato. È utilizzata per ridurre lo stress e l’ansia e, perciò, sembra agli occhi di chi ne fa uso positiva e di beneficio.

Tuttavia i suoi effetti negativi si vedranno nel lungo periodo: prestazioni ridotte e uno stress accumulato insostenibile, che porteranno il procrastinatore spesso ad essere depresso.

In questo modo, costui non riesce a correggere questi comportamenti sbagliati, sviluppando, con il passare del tempo, sempre una maggiore frustrazione.

4. Tendenza al perfezionismo

Uno dei tratti caratteriali che si riscontra in molti procrastinatori è la tendenza al perfezionismo.

In sostanza, quando questi cercano di iniziare una nuova attività, il pensiero di svolgere quel determinato compito alla perfezione li blocca dall’agire. E questo perché una cosa fatta alla perfezione richiede uno sforzo e un impegno molto superiori.

Il procrastinatore tende, di conseguenza, a fuggire dallo stress e dalle cattive emozioni che lo svolgimento di questa attività comporterebbe.

Test procrastinazione

Ora che ti ho illustrato tutti gli aspetti più importanti che riguardano il mondo della procrastinazione, ti voglio proporre anche un breve test, della durata massima di 10 minuti, che ti consentirà di valutare se anche tu sei un procrastinatore!

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Qualora la risposta del test sia affermativa, ti consiglio di scaricare una guida molto completa, che tratta tra gli altri aspetti anche la procrastinazione in modo molto approfondito. Ho deciso di intitolarla Produttività Zen: al suo interno contiene delle tecniche superefficaci volte a sconfiggere la procrastinazione in maniera definitiva.

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Andrea
Andrea
Ciao! Mi chiamo Andrea e sono co-fondatore del progetto Carica Vincente. Mi piace occuparmi di molte cose differenti nella vita, in particolare sono appassionato e grande sostenitore del miglioramento continuo e della crescita personale. Sono autore degli e-book Ultramotivazione e Produttività Zen.

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