Strategia e tattica: differenza tra queste due fasi della pianificazione

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Quali sono le principali differenze tra strategia e tattica? Come utilizzarle per raggiungere gli obiettivi personali o aziendali?

Se intendi fare maggiore chiarezza su quali siano le principali caratteristiche di queste due fasi della pianificazione, quale delle due debba essere fatta per prima e come integrarle all’argomento di come raggiungere i tuoi obiettivi, sia personali che aziendali, non devi far altro che continuare a leggere.

Ci tengo subito a precisare che, al pari del tema di fissare gli obiettivi, strategia e tattica assumono nella pianificazione un’importanza fondamentale per non rischiare di fare errori grossolani già in partenza e perdersi lungo il percorso.

Si tratta in sostanza di andare ad analizzare in maniera dettagliata tutti gli aspetti e le possibili problematiche che possono sorgere caso per caso.

Così come un architetto prepara un progetto prima di costruire una casa, lo stesso devi fare tu per realizzare i tuoi obiettivi. In questo caso si parla di un progetto di vita o, nel caso di un azienda, di trasformare la vision aziendale in qualcosa di concreto e remunerativo.

In questo articolo ti parlerò in maniera approfondita di come impostare il lavoro sia nella fase strategica che in quella tattica, in modo molto semplice e consequenziale.

Se poi vorrai approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere il mio ebook Ultramotivazione, che trovi a questo link. All’interno del manuale ti spiego come fissare i tuoi obiettivi partendo dalla visione d’insieme, per poi creare una strategia e una tattica per realizzarli. Un intero capitolo è dedicato in tal senso alla pianificazione.

  • Capisci come funziona la motivazione
  • Fissa e raggiungi i tutti i tuoi obiettivi
  • Assumi un mindset di successo
  • Vinci definitivamente la procrastinazione
  • Scopri i segreti dell’ultramotivazione

Strategia e tattica: un’introduzione al tema

Nell’ambito della pianificazione aziendale e personale si sente molto spesso parlare di strategia e tattica. Ma a molti altrettanto di frequente non è ben chiara la differenza tra queste due fasi fondamentali del pianificare.

Quello che è importante fin da ora mettere in evidenza è che dovresti fare in modo di utilizzarle entrambe nel tuo processo di pianificazione. Non c’è una senza l’altra, si completano a vicenda.

Molto spesso mi accade, invece, di incontrare persone che per raggiungere i propri obiettivi, ragionano solo in termini di tattica oppure di strategia. Ma come dice Sun Tzu nel celebre “L’arte della guerra“:

La strategia senza la tattica è la strada più lenta verso la vittoria.

La tattica senza la strategia è il rumore prima della sconfitta.

Ma allora, cosa significa nella pratica ciascuna delle due fasi? Su quale di esse concentrarsi per prima? E come si interfacciano tra di loro?

Cominciamo a parlare più in dettaglio di strategia e tattica.

La pianificazione strategica

strategia e tattica

Alla domanda: “Quale tra strategia e tattica viene prima?” La risposta possibile è una sola: la strategia.

La strategia riceve degli input direttamente dalla tua vision personale (o da quella aziendale) e si occupa di chiarire il tema di cosa fare per realizzarla. In altre parole, in quale direzione e con quali modalità dovresti muoverti per raggiungere i tuoi obiettivi, e con essi i tuoi sogni?

Per alcuni, il processo di fissare degli obiettivi in linea con la propria vision, risulta essere già la prima parte della strategia. Per altri (e io sono maggiormente d’accordo con questa opinione), gli obiettivi sono il ponte che collega la vision con la strategia.

Non ha nemmeno senso parlare di tattica, se non hai prima stabilito una strategia. Il tutto ti sarà più chiaro fornendoti una definizione più dettagliata di questi concetti.

Cos’è la pianificazione strategica

La pianificazione strategica è quel processo con il quale, avendo fissato gli obiettivi, si indicano i mezzi, gli strumenti e le azioni necessari a raggiungerli in una prospettiva di medio/lungo periodo.

Il fulcro di tutta la pianificazione strategica sta appunto nel formulare la strategia migliore, che consenta di realizzare un obiettivo con il minor dispendio di energie e risorse.

E questo vale in molteplici ambiti: un esempio eclatante è la strategia militare. In questo caso l’obiettivo è vincere la guerra, e la strategia in tal senso cerca di trovare la soluzione migliore per raggiungere questo scopo, con il minor dispendio di armi e vite umane.

Come potrai immaginare, il compito della pianificazione strategia è di importanza fondamentale, ma in generale è anche di non semplice interpretazione. Occorre, di conseguenza, porre la giusta attenzione su questa fase e dedicargli tutto il tempo necessario.

Ma andiamo per gradi, di seguito troverai illustrato tutto il processo che parte dalla vision, fino a concretizzarsi in compiti da svolgere, che sono inquadrati in un calendario delle attività.

Strategia e tattica: il piano d’azione

Facciamo dunque un passo indietro, ed andiamo a capire qual è il processo completo da seguire e, contestualmente, in quale punto si inserisce la pianificazione strategica.

Ti ho già detto che fissare gli obiettivi equivale a rispondere alla domanda: “Dove sto andando?“, mentre stabilire una strategia significa dare una risposta al quesito: “In che modo ci arrivo?

Per rispondere a questa seconda domanda, è necessario stilare un vero e proprio piano d’azione: in sostanza si tratta di un processo logico a cascata che, partendo dagli obiettivi, formula una strategia per raggiungerli e quindi una tattica per applicare la strategia stessa.

Vediamo le componenti principali di un piano d’azione:

  • Obiettivi: consulta anche questo articolo per avere degli appronfondimenti su come fissarli
  • Strategia: il cuore della pianificazione
  • Obiettivi di breve periodo, priorità tra di loro e iniziative necessarie
  • Elenco delle attività da svolgere (to-do list)
  • Indicatori di performance (Keyword Performance Indicators, KPI)

Come vedi, la strategia interviene subito dopo aver fissato gli obiettivi, andando a definire successivamente i target di breve-medio periodo e le attività ad essi correlate, nonché gli indicatori di performance, necessari a monitorare i progressi fatti.

Strategia e piano strategico

La parte più complessa del pianificare sta proprio nel trovare la strategia migliore, in grado di farti raggiungere un determinato obiettivo.

Se si sbaglia la strategia da adottare possono accadere due cose:

  1. L’obiettivo non viene raggiunto, per cui si ha un fallimento totale
  2. L’obiettivo viene raggiunto, ma con tempistiche più lunghe, o con un maggior dispendio di risorse (vedi ancora la citazione di prima di Sun Tzu).

La scelta della giusta strategia deve tenere di conto per primo dei vincoli cui bisogna sosttostare. Ne esistono principalmente di tre tipi:

  • Vincoli di denaro: ogni progetto, personale o aziendale che sia, ha un budget da non superare
  • Vincolo di tempo: si tratta delle risorsa più preziosa e va gestita con parsimonia
  • Vincoli di energia: dovendo le varie attività essere svolte da persone, che non sono dei robot, va tenuto conto anche di questo parametro. In un contesto aziendale si deve considerare il vincolo legato alle risorse umane, mentre per i propri obiettivi personali, andrà valutato il proprio carico di lavoro.

Ma detto ciò, come scegliere la giusta strategia?

Un aiuto fondamentale è dato dalla propria esperienza personale, oppure dal know-how in un contesto aziendale. Questo discorso vale nella realizzazione di obiettivi che già sono stati raggiunti in passato.

Se invece si tratta di qualcosa di nuovo, si aprono tre strade, che possono essere usate anche in combinazione tra di loro:

  • Avviare un lungo processo di ricerca e documentazione;
  • Studiare le strategie adottate da persone/aziende che sono riuscite in quell’intento in passato;
  • Farsi aiutare da qualcun altro: un mentore/coach per gli obiettivi personali o un consulente in ambito aziendale.

Seguire delle strategie di successo che hanno funzionato in passato funziona solo se le condizioni di vincolo di cui ti ho parlato prima (budget, tempo ecc..) sono le stesse. Una volta individuata la strategia che si reputa ottimale, è sempre possibile fare delle ottimizzazioni in corso d’opera.

La pianificazione tattica

tattica e strategia

Parliamo dunque della seconda fase della pianificazione, in cui si conclude tutto il processo di organizzazione del proprio tempo, ovvero quella tattica.

La pinificazione tattica si occupa di definire tutti i dettagli e le modalità con cui svolgere quelle attività stilate in fase di pianificazione strategica.

Si tratta di un argomento fortemente legato al time management, in quanto una corretta pianificazione tattica implica anche una buona capacità di gestire il proprio tempo.

In particolare, per ciascuna attività, la pianificazione tattica risponde alle seguenti domande:

  • Che cosa sarà fatto?
  • Per quale motivo?
  • Dove?
  • Quando?
  • Chi lo farà?
  • Come?
  • Quanto costerà?

Ovviamente, alcune domande tipo “Chi lo farà” hanno senso solo nel caso di obiettivi collettivi, come nel mondo lavorativo aziendale. Nel caso di obiettivi personali la risposta è scontata.

Rispondere a tutti i quesiti appena citati significa entrare nello specifico e decidere in anticipo tutti i dettagli con cui le varie attività andranno fatte. In questo modo, sarà possibile definire un calendario in cui collocarle, rispettando le scadenze imposte dalla pianificazione strategica e dagli obiettivi.

In tal senso strategia e tattica si completano a vicenda. La strategia fornisce gli input alla tattica; la tattica permette di dare concretezza alla strategia.

Quello che è importante sottolineare è che, in un contesto aziendale, le due fasi della pianificazione sono in generale sviluppate da dipartimenti differenti, in costante comunicazione tra di loro.

La strategia è di solito formulata dal top management ai vertici dell’azienda, mentre la tattica è demandata ai vari dipartimenti, che svolgono funzioni differenti, da parte del middle management.

Come comunicano tra di loro strategia e tattica?

strategia e tattica

Per facilitare la formulazione di una tattica a fronte di una strategia è spesso di aiuto avvalersi di un passaggio intermedio, ovvero della fase di pianificazione operativa.

La pianificazione operativa ha lo scopo appunto di tradurre gli obiettivi strategici in una tattica, descrivendo le scadenze da adottare e quale porzione della strategia applicare per prima.

Un piano operativo dovrebbe stabilire i micro-obiettivi, le attività e il budget per ogni parte di una organizzazione aziendale in un orizzonte temporale di 1-3 anni.

Similmente ad un piano strategico, la formulazione di un piano operativo consente di rispondere a queste quattro domande:

  • Dove siamo ora?
  • Dove vogliamo arrivare?
  • Come ci arriviamo?
  • Come misuriamo i nostri progressi?

Un buon piano operativo dovrebbe contenere:

  • Obiettivi chiari e specifici
  • Attività da fare
  • Standard di qualità
  • Risultati desiderati
  • Stima delle risorse richieste
  • Tempi di implementazione
  • Processo di monitoraggio

In generale, l’utilizzo di un piano operativo si rende necessario in quelle grandi aziende, in cui per realizzare la strategia d’impresa è necessario il contributo di vari dipartimenti.

Scopri quanto sei produttivo!

Strategia e tattica: un esempio concreto

Dopo aver parlato della teoria, è il momento di presentarti un esempio molto semplice ma concreto. Ho scelto volutamente un obiettivo di carattere personale, che permetterà di farti capire fino in fondo come funziona l’intero processo.

Gli stessi principi si applicano, seppur con tempistiche più lunghe e strumenti più avanzati, anche ad un contesto di tipo aziendale.

Supponiamo che tu abbia deciso di dimagrire e ti sia posto il seguente obiettivo SMART:

Voglio perdere 5 kg di peso in un mese a partire da oggi stesso“.

Ora, ti dovresti chiedere quale sia la strategia migliore per realizzare questo obiettivo. Ma è importante evidenziare che spesso la strategia applicabile non è unica.

Vediamo alcune strategie possibili per perdere peso:

  1. Fare sport
  2. Ridurre l’apporto calorico
  3. Utilizzare degli integratori dietetici
  4. Varie possibili combinazioni delle prime tre

Dovrai quindi valutare quale strategia adottare, compatibilmente con i tuoi vincoli di tempo e di denaro. Utilizzare ad esempio degli integratori comporta un dispendio di denaro, mentre fare dello sport in ogni caso ti impiega del tempo.

Supponiamo che tu scelga come strategia, quella di fare in sport, in particolare di andare in palestra. Il tuo piano strategico sarà così composto:

  • Obiettivo: perdere 5 kg di peso in un mese di tempo a partire da oggi
  • Strategia: praticare regolarmente dello sport, in particolare andare in palestra
  • Obiettivi di breve periodo: perdere 2 kg nei primi 15 giorni e i restanti nella seconda metà del mese
  • Attività da fare: palestra
  • KPI: misura del peso a cadenza settimanale con una bilancia.

Bene, una volta che la tua strategia è fissata, bisognerà pensare ad una tattica. In questo caso avremo:

  • Che cosa sarà fatto: andare in palestra
  • Per quale motivo: per raggiungere l’obiettivo di perdere 5 kg in un mese
  • Dove: nella palestra dietro casa
  • Quando: 3 volte a settimana, un’ora per sessione di allenamento
  • Come: in tenuta sportiva, ascoltando musica […]
  • Quanto costerà: 40 euro al mese.

Bene, questi erano i concetti principali di strategia e tattica. Qualora fossi interessato ad approfondire l’argomento, nell’ebook Ultramotivazione ti vengono fornite queste e molte altre importanti informazioni riguardo il percorso che parte dalla tua vision fino alla realizzazione degli obiettivi. Lo trovi a questo link.

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